Faber Teatre

Durante il walkabout Settimo Capitale della Cultura, tenutosi il 28 aprile, abbiamo dialogato con Sebastiano Amadio del Faber Teatre riguardo il rapporto che intercorre tra nuovi linguaggi, forme espressive e sviluppo scientifico tecnologico.

Faber Teatre nasce nel 1995 a Chivasso, da un’esperienza laboratoriale portata avanti all’interno del Liceo Newton. Il suo nome rimanda alla vocazione che ne è alle fondamenta: fare teatro basandosi sul lavoro dell’attore inteso come studio, ricerca, impegno continuo, proprio come una bottega di artigianato.

Il percorso artistico del Faber Teatre si compone e si arricchisce grazie a stimoli e apporti provenienti da diversi contesti e tradizioni, dallo yoga alla danza, dall’acrobatica, al canto, dalla musica alle nuove tecnologie e la multimedialità.

In quest’ottica si colloca “Ogeima Story”, progetto presentato dalla Fondazione ECM di Settimo Torinese che vede coinvolti il Faber Teatre, la Scuola di Robotica e la SISSA di Trieste, vincitore del bando “ORA! Linguaggi contemporanei, produzioni innovative” lanciato dalla Compagnia di San Paolo.

“Ogeima Story – Linguaggi umani, macchine, rappresentazioni” ha infatti come obiettivo la realizzazione di uno spettacolo che metta in scena la complessità delle relazioni che intercorrono tra uomo e tecnologia, attraverso la commistione di teatro, tecnologia, robotica, sociologia e filosofia.